neoliticoNell'ultima area espositiva del museo ritroviamo vari reperti locali che ci permettono di raccontare la storia dell'uomo nelle nostre zone dal paleolitico all'età del bronzo.
Una vetrina presenta didatticamente la manifattura litica, in particolare si dedica alle tecniche di scheggiatura della pietra (selce, ossidiana, diaspro,...). Il paleolitico si racconta attraverso alcune vetrine con manufatti locali originali e con delle aree espositive dedicate alla scheggiatura, all'accensione del fuoco e alle pitture rupestri.
Attraverso dei pannelli fotografici si può scoprire una sepoltura del paleolitico superiore (il cacciatore di Val Rosna) e i segreti che questa e altre sepolture ci raccontano.
Incontriamo il neolitico grazie a un'area espositiva angolare dove si possono osservare delle macine originali. Mentre nelle vetrine si ritrovano stumenti del neolitico locale ma anche alcuni reperti del neolitico sudamenricano per offrirci un confronto tra le due realtà. La ceramica ci permette di passare dal neolitico all'età del bronzo che si presenta con forme vascolari e con vari reperti ritrovati nelle nostre aree, contrapponendosi con un'altra vetrina dove possiamo osservare le elaborate tecniche manifatturiere di vari oggetti in bronzo provenienti dall'area mesopotamica.
L'esposizione del museo si conclude con la sala Krull, dove tra i vari reperti sono di spicco una tavoletta con iscrizioni elamiche e una piccola stele in alabastro.